Come Funziona La Stufa A PeletNell’articolo di oggi voglio spiegarti – senza troppi tecnicismi – il funzionamento della stufa a pellet – o qualsiasi altro apparecchio alimentato da pellet, sia esso una caldaia o un termo camino, idro o canalizzato – per aiutarti a capire in che modo puoi allungarne la vita, ridurre il rischio di guasti tecnici e aumentare la resa del pellet.

Se possiedi un qualsiasi apparecchio a pellet – e ci tieni a tenertelo funzionante il più a lungo possibile, abbassarne i consumi e aumentare il suo livello di sicurezza – allora questo è un articolo che fa proprio per te.

Dal Serbatoio Alla Canna Fumaria: Viaggio Di Un Truciolo Di Pellet.

Per rendere più semplice possibile questa spiegazione, ho scelto di seguire il ciclo lavorativo dell’apparecchio e spiegarti passo passo cosa avviene ad ogni punto, in che modo viene trasportato il pellet dal serbatoio al bruciatore, come viene avviata la combustione, come vengono espulsi i fumi ecc..

In questo modo sarai in grado di comprendere l’importanza di ogni singolo passaggio e come – apportando dei semplici accorgimenti – puoi migliorare la resa del tuo apparecchio, prevenire guasti tecnici e ottimizzare i consumi di pellet.

Partiamo quindi dal primo passaggio…

Serbatoio

Tutto parte dal serbatoio in cui viene caricato il pellet. Il serbatoio non è altro che un recipiente con una fessura alla base, dalla quale verrà estratto il pellet da destinare alla combustione.

Coclea – O Stella – Più Motoriduttore

Alla base del serbatoio è collegato il sistema di carico pellet, ovvero il sistema che ha il compito di prelevare il pellet e trasportarlo fino alla camera di combustione.

Il sistema di carico è composto da due elementi:

  • Il motoriduttore: un motorino elettrico comandato dalla scheda madre della stufa
  • E la coclea – o stella nei macchinari più evoluti – che svolge il vero e proprio compito di carico.

Grazie al motoriduttore, la coclea – o stella – viene azionata e, ruotando su se stessa, trasporta il pellet fino allo step successivo.

Scivolo

La coclea è posizionata in modo da prelevare il pellet dal basso del serbatoio e trasportarlo verso la parte alta della stufa.

Una volta in cima alla coclea, il pellet viene lasciato cadere all’interno di uno scivolo che lo accompagnerà all’interno del bruciatore.

Questa sezione di macchina è realizzata in questo modo sostanzialmente per evitare che si crei un collegamento tra la zona di combustione e il serbatoio, infatti lo scivolo – se tutto funziona regolarmente – resta sempre vuoto.

Più avanti vedremo cosa comporta un malfunzionamento in questa fase.

Bruciatore (O Braciere) Più Camera Di Combustione

A questo punto il pellet si trova all’interno della camera di combustione, alloggiato nel bruciatore.

La camera di combustione è la parte che “circonda” la fiamma (tanto per intenderci), mentre il bruciatore è la base forata – concava – all’interno del quale il pellet brucia e grazie al quale aspira ossigeno e scarica la cenere.

Qui avviene la combustione del pellet e ha origine tutto il calore prodotto dal tuo apparecchio a pellet.

Subito sotto il bruciatore troviamo un altro pezzo fondamentale per il funzionamento del nostro apparecchio, la candeletta di avvio.

Candeletta Di Avvio

La candeletta di avvio è una resistenza elettrica che ha il compito di dare il via alla combustione del pellet.

Una volta avviata la combustione, la candeletta si disattiva e non torna più in funzione fino al prossimo avvio.

Da questo momento la combustione proseguirà in maniera automatica.

Infatti la scheda madre della macchina è tarata per sincronizzare gli altri componenti della stufa, in modo da far depositare il nuovo pellet – destinato alla combustione – all’interno del bruciatore, prima che il pellet precedentemente inserito si spenga. In questo articolo spiego cosa accade se si crea un malfunzionamento in questa fase.

Ora che la combustione è avviata, resta il compito di eliminare i fumi di combustione.

Fasci Tubieri

I fumi prodotti dalla combustione possono raggiungere temperature anche fino a 300°.

Una caratteristica importante degli apparecchi a pellet è la capacità di sfruttare al massimo anche il calore prodotto dai fumi.

Infatti, prima di espellerli definitivamente attraverso la canna fumaria, i fumi vengono fatti circolare all’interno dei fasci tubieri (una sorta di serpentina) al fine di intrappolare quanto più calore possibile e destinarlo al condizionamento dell’ambiente. Quando i fumi raggiungono la canna fumaria hanno ormai una temperatura intorno agli 80°.

Bene, ora dovresti esserti fatto almeno un idea del ciclo lavorativo della stufa, se qualcosa no ti è chiaro puoi scaricare la mia guida dettagliata che trovi in questa pagina o lasciarmi un commento in fondo all’articolo.

Adesso è il momento di capire cosa possiamo fare per migliorare tutto questo e massimizzare il rendimento della stufa – quindi evitare spreco di pellet – e prevenire eventuali guasti tecnici.

Come Assicurarsi Un Alto Rendimento Della Stufa A Pellet, Aumentarne Il Livello Di Sicurezza E Prevenire Eventuali Guasti Tecnici.

Bene, ora che sappiamo come fa la nostra stufa a pellet a produrre così tanto calore, è il momento di capire che cosa in tutto questo potrebbe  andare storto – succede più spesso di quanto credi – e, soprattutto, come possiamo evitarlo.

Devo confessarti che la maggior parte delle volte in cui mi trovo ad intervenire su un malfunzionamento di un qualsiasi apparecchio a pellet, le colpe ricadono su due principali ragioni:

  • Utilizzo di pellet di scarsa qualità
  • Manutenzione ordinaria assente

Ma Cosa Significa?

Significa che il più delle volte le colpe sono dell’utente che, in cerca di risparmio, finisce con ottenere il risultato contrario.

Chiariamoci, non sto dicendo che un guasto no si possa mai verificare, ma in linea di massima – nella mia esperienza – i motivi sono più o meno sempre gli stessi e voglio spiegarti esattamente cosa succede, in modo da metterti al riparo da tutto questo.

Perché Un Pellet A Basso Costo Può Causare Danno Alla Tua Stufa

Il pellet può causare problemi di svariato genere alla tua stufa, ne parlai già in questo articolo.

Infatti il pellet può causare la rottura della coclea – o stella – e del motoriduttore.

Ma questo non è tutto. Il pellet di scarsa qualità può influire sulla resa del tuo apparecchio – e non solo perché con tutta probabilità è meno potente di uno di buona qualità – intasare i fasci tubieri, creare strati di cenere all’interno della camera di combustione – tutti fattori che riducono notevolmente la resa del tuo apparecchio.

Purtroppo acquistare pellet a basso costo per risparmiare è una via tutt’altro che conveniente.

Ti Spiego Cosa Accade.

Iniziamo dai problemi causati al sistema di carico.

Il pellet di bassa qualità ha un problema di fondo: si sbriciola facilmente.

Questo crea un intasamento all’interno del sistema di carico che, sottoposto a sforzo, finisce col cedere e rompersi, azzerando i tuoi margini di risparmio.

Ma questo non è che il minore dei problemi… ma minore mica tanto.

Il problema cresce di gran lunga quando il pellet raggiunge la fase di combustione perché, essendo realizzato con materie prime di bassa qualità, crea un rallentamento all’intero ciclo lavorativo della tua stufa.

Infatti la scarsa qualità del pellet crea un deposito maggiore di ceneri.

Bruciando a temperature più basse, infatti, da vita anche a fumi di combustione di temperatura inferiore.

Questo significa che il nostro apparecchio farà maggior fatica ad espellere i fumi che si depositeranno quindi, giorno dopo giorno, strato dopo strato, all’interno dei fasci tubieri, causando sempre più problemi al tuo apparecchio.

Man mano che i fasci tubieri si ostruiscono, la stufa perde la sua capacità di espellere i fumi e, di conseguenza, la fiamma sarà soffocata dal suo stesso fumo.

Questo diminuisce di gran lunga le prestazioni del tuo apparecchio che, per soddisfare la tua richiesta di calore, brucerà sempre più pellet – dicendo definitivamente addio al tuo margine di risparmio.

Ma non solo. Gli strati di fumo si depositeranno anche sulle pareti della camera di combustione che pian piano perderà sempre più la capacità di scambiare calore con l’esterno. Anche questo è motivo di consumi elevati.

Ma A Rischio Non C’è Solo Il Tuo Portafoglio

Infatti una stufa che subisce un rallentamento del ciclo lavorativo – quindi che non espelle i fumi, brucia più pellet del dovuto, soffoca la fiamma – è tutt’altro che sicura. Ne parlo in maniera più approfondita all’interno della mia Guida.

Posto che tutto ciò che ti ho detto è già un grosso problema di suo e che devi assolutamente imparare a riconoscere e scegliere il pellet in base alla qualità – e per farlo puoi iniziare da questo mio articolo – c’è un’altra cosa che devi assolutamente fare per mantenere alte le prestazioni del tuo apparecchio – e quindi ottimizzarne i consumi – e mantenere alto anche il suo livello di sicurezza.

Come La Manutenzione Ordinaria Può Salvare Te E Il Tuo Portafoglio

Ho trattato questo argomento in maniera approfondita in un altro mio articolo, per leggerlo clicca qui.

La manutenzione ordinaria deve essere effettuata una volta l’anno e serve a riportare il tuo apparecchio alle condizioni ottimali di funzionamento – ammesso che affidi il compito ad un professionista.

Infatti, durante questo intervento, la macchina viene messa praticamente a nudo e ripristinata in tutte le sue parti (o almeno questo è quello che facciamo noi, in tanti si limitano ad aspirare lo sporco in superficie).

Vengono puliti dai residui di ceneri i fasci tubieri e la camera di combustione – questo aumenta la capacità di scambiare calore con l’esterno, faciliterà l’espulsione dei fumi di combustione e migliorerà la capacità di respirare della fiamma.

Vengono sostituite le guarnizioni – al fine di evitare perdite di fumo – rimossi residui di pellet sbriciolato – e questo mette al riparo il sistema di carico – e controllate tutte le parti che compongono la macchina, quindi pulite in profondità e poi lubrificate, in modo da prevenire eventuali guasti.

Per maggiori informazioni su questo argomento ti invito a scaricare gratuitamente la mia guida “I Segreti Per Un Impianto A Pellet Perfetto”, la trovi qui.

Tiriamo due somme

Ora che sai (bene o male) come funziona il ciclo lavorativo dei macchinari a pellet e che hai capito quali sono gli elementi che interferiscono con il suo funzionamento, ne diminuiscono la resa e li rendono pericolosi, ti restano da fare solo due piccoli passi:

  1. comprendere come riconoscere un buon pellet – e acquistare solo quello (qui un articolo in merito),
  2. effettuare regolarmente la manutenzione del tuo apparecchio (qualche notizia in più in questo articolo).

Se vuoi imparare a riconoscere un buon pellet al primo colpo d’occhio e vuoi scoprire i dettagli di una manutenzione fatta a regola d’arte – che restituisce il pieno funzionamento alla tua stufa – allora scarica gratis la mia guida “I Segreti Per Un Impianto A Pellet Perfetto

Se abiti a Sassari e provincia puoi anche contattarci per maggiori informazioni sulla possibilità di affidare a noi la gestione del tuo impianto ed assicurarti Più prestazioni, Meno consumi, Maggiore sicurezza! Ti aspetto qui!

Anche per questo articolo siamo giunti alla fine, ti saluto, alla prossima.

Buon Clima

Andrea

P.S.: se hai domande da fare o vuoi semplicemente dire la tua sull’argomento ti invito a lasciare un commento nel box qui sotto.

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